Il programma del Corso

Progettista di quartiere

Perchè

Le motivazioni per cui nasce l’esigenza di questa nuova figura, e conseguentemente di questo nuovo percorso formativo, sono da ricercarsi negli ultimi due anni di un’attività di osservazione e ricerca legata al comprendere come il “design thinking” (ossia l’insieme delle metodologie divergenti legati alla capacità di risolvere problemi sempre nuovi) potesse impattare positivamente nella creazione di soluzioni innovative di microeconomia e microsocialità

Obiettivi

L’obiettivo è ricreare volontà di costruttivismo e idee, ma nella logica del rispetto del gruppo, prima che della gratificazione del singolo.

Ad oggi il programma del corso svolto ha trovato in “Im@teria” (ordine degli architetti nazionali) un accreditamento con rilascio di 12 crediti formativi per gli architetti italiani, a fronte di 24 ore di teoria e 36 ore di project work.

L’Università di Cagliari ha stilato un protocollo di intesa esplicito per poter permettere la partecipazione ai propri esperti a questa iniziativa, e siamo sotto l’osservazione del direttore dell’Istituto di Sostenibilità di Acquisgrana, grazie alla quale abbiamo stilato anche un protocollo di intesa con l’associazione siciliana iSud.

A fine corso verrà rilasciata una attestazione riconosciuta da Regione Lombardia grazie all’accreditamento di HU&B.

L’obiettivo del progettista di quartiere quindi è duplice: recuperare esigenze e individuare soluzioni originali ed innovative, e contestualmente crearsi una remunerazione sostenibile. Sul modello “quxqu” (ma anche ortiadomicilio, piuttosto che buonispesa di Val Cavallina) il concetto di “listino prezzi” di fatto crea in maniera low cost una forma di circolo economico virtuoso che non offende la dignità di chi si trova in difficoltà sociale e operativa, garantendo microsostenibilità a chi si trova ugualmente in difficoltà occupazionale, ripristinando un tessuto sociale basato sul mutuo soccorso e sulla fiducia. Ugualmente, nella logica della banca del tempo, piuttosto che del baratto (o del barter advertising) si possono attuare cicli virtuosi legati ad un’economia non basata sul denaro ma su altre forme di remunerazione (buoni acquisto, premialità, spese “sospese”, ecc).

Considerate le previsionalità sulla “sacrificabilità lavorativa” al femminile dettata dai recenti avvenimenti, largo spazio potrebbero trovare progettisti e progetti che in tema di smartness ripensino i quartieri non come agglomerati consumistici ma come contesti innovativi di gestione di tutte quelle problematiche legate a figli e anziani che potrebbero ridare nuova linfa a chi ha tempo e perché no rinverdire parchi, aree dismesse, e rinnovare i dettami urbanistici.

Il programma

IL programma si articola su blocchi tematici che grazie al supporto teorico garantiscono la possibilità di mettere in pratica da subito ricerche, azioni e operatività finalizzata a far decollare quanto prima le attività di microeconomia.

Si parte quindi dalla definizione della figura (Perché il PQ = progettista di quartiere: la figura nuova, il ruolo, le attività; La nascita del progettista di quartiere: il progettista sociale tra la Norma UNI 11746 e aspetti legislativi legati alla professione; Abilità, conoscenze e competenze del PQ secondo l’EQF); si declina il concetto di progetto di quartiere (Dal progetto sociale al progetto sociale di quartiere; Fasi di vita del progetto di quartiere); per arrivare a definire strumenti e forme di finanziamento (Strumenti del progettista di quartiere: importanza delle reti e come attivarle, analisi del contesto e delle politiche sociali, analisi dei fabbisogni della comunità e attivazione dei processi partecipativi, promozione della rete e degli attori territoriali; Fonti di finanziamento locali). Completano il quadro le case history attive, e la possibilità di procedere con un project work operativo a cui dare la giusta visibilità in una logica realizzativa e di supporto al quartiere per cui è stata ideata l’attività (Case History: Progetti di quartiere che funzionano, senza sapere di essere progetti di quartiere; Project work della durata minima di 36 ore sotto Tutor esperto)